Le Subordinate

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Esprimere lo "stato in essere"

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Contents

Considerare i verbi e lo stato in essere come degli aggettivi

Hai notato come sia molte forme verbali sia lo stato in essere si coniugano in modo simile agli aggettivi-i? Bene, questo accade perchè in un certo senso sono degli aggettivi. Per esempio, considera la frase: "La persona che non ha mangiato è andata in banca". Il "non ha mangiato" descrive la persona e, in giapponese, puoi modificare direttamente il sostantivo 'persona' con la proposizione 'non ha mangiato' come faresti con un normale aggettivo. Questa constatazione molto semplice ci permetterà di modificare un sostantivo con qualunque frase che contenga un verbo!

Usare le proposizioni di stato in essere come degli aggettivi

Le coniugazioni negative, passate e passate-negative possono essere usate come aggettivi per modificare direttamente i nomi. Ma attenzione, non possiamo applicare questa regola allo stato in essere semplice non-passato espresso con 「だ」(ti avevo detto che sarebbe stato complicato). Il giapponese ha delle particelle che servono a questo scopo, le vedremo nella prossima sezione.

Non puoi usare 「だ」 per modificare direttamente un nome con un altro nome
come puoi fare con 「だった」、「じゃない」、e 「じゃなかった」.

Puoi comunque avere un insieme di nomi affiancati uno all'altro, a patto che tu non voglia che si caratterizzino a vicenda. Per esempio, in una parola come "Centro Culturale Internazionale" puoi vedere che è formata da dei nomi che si seguono senza alcuna influenza grammaticale reciproca. Non è chiaro se sia un "Centro Culturale che è Internazionale" o un "Centro per la Cultura Internazionale", è semplicemente un "Centro Culturale Internazionale". In giapponese puoi esprimere ciò semplicemente con 「国際教育センタ」 (o 「センター」). Vedrai questo incatenamento di nomi in molte combinazioni. Talvolta una certa combinazione è usata così comunemente che è diventata una parola a sè stante, ed è perfino citata separatamente nei dizionari. Qualche esempio: 「登場人物」、「立入禁止」、o 「通勤手当」. Se hai difficoltà a capire le separazioni tra le parole, puoi fare copia/incolla sulla funzione "Translate Words in Japanese Text" del WWWJDIC, e avrai (quasi sempre) la lista delle parole e la traduzione in inglese.

Esempi

Di seguito qualche esempio di modificazione diretta di un nome da parte di una forma coniugata di una proposizione nominale. La proposizione nominale è evidenziata (in corsivo).
(1) 学生じゃないは、学校行かない
- Persona che non è studente non va a scuola.

(2) 子供だったアリスが立派大人なった
- La Alice che era una bambina è diventata una bella adulta.

(3) 友達じゃなかったアリスは、いい友達なった
- Alice che non era un'amica, è diventata una buona amica.

(4) 先週医者だったボブは、仕事辞めた
- Bob che era dottore la settimana scorsa ha lasciato il suo lavoro.

Usare le proposizioni subordinate verbali come degli aggettivi

Anche le proposizioni verbali possono essere usate come degli aggettivi per modificare i nomi. Gli esempi che seguono ci mostrano come questo ci permetterà di creare frasi abbastanza complesse e dettagliate. La proposizione verbale è evidenziata (in corsivo).

Esempi

(1) 先週映画見た
- Chi è la persona che ha visto film la settimana scorsa?

(2) ボブは、いつも勉強するだ。
- Bob è una persona che studia sempre.

(3) 赤いズボン買う友達はボブだ。
- Amico che compra pantaloni rossi è Bob.

(4) 晩ご飯食べなかったは、映画見た銀行行った
- Persona che non ha mangiato la cena è andata alla banca che ha visto nel film.

L'ordinamento delle frasi giapponesi

Ora che abbiamo imparato il concetto di proposizioni subordinate e che sappiamo usarle come mattoni di costruzione delle frasi, posso arrivare a come funziona l'ordinamento delle parole nelle frasi giapponesi. C'è questo mito che aleggia intorno all'ordinamento in giapponese che continua a perseguitare molti studenti indifesi alle prime armi. Vediamo di cosa si tratta.

La struttura più semplice per una frase italiana si può descrivere come la composizione dei seguenti elementi in questo specifico ordine: [Soggetto] [Verbo] [Complemento]. Una frase non è grammaticalmente corretta se uno di questi elementi è al posto sbagliato.

Gli studenti di giapponese d'altra parte ti diranno, schiumando di rabbia, che il giapponese è tutto al contrario !! Perfino qualche insegnante potrebbe dirti che l'ordine corretto della frase in giapponese è [Soggetto] [Complemento] [Verbo]. Questo è un classico esempio di tentativo di inquadramento del giapponese nel modo di pensare occidentale. Ovviamente, noi tutti sappiamo (vero?) che il vero ordine fondamentale della frase giapponese è: [Verbo]. Qualunque altra cosa che viene prima del verbo non ha bisogno di essere in nessun ordine particolare, e non serve nient'altro che il verbo per fare una frase completa. Inoltre, il verbo deve sempre venire alla fine. Questo è il vero interesse di avere delle particelle che possano identificare il ruolo grammaticale attribuito ad una parola dovunque sia nella frase. Infatti, niente ci impedisce di fare una frase con [Complemento] [Soggetto] [Verbo] o solamente [Complemento] [Verbo]. Le frasi che seguono sono tutte complete e corrette perchè hanno tutte il verbo alla fine.

Frasi ordinate correttamente e grammaticalmente complete

(1) 公園お弁当食べた
(2) 公園お弁当食べた
(3) お弁当公園食べた
(4) 弁当食べた
(5) 食べた

Quindi non stare a sforzarti di stabilire se la tua frase è nel corretto ordine o no. Memorizza semplicemente le regole seguenti.

L'ordinamento delle frasi giapponesi

  1. Una frase completa richiede un verbo principale, che deve venire alla fine. Questo include anche lo stato in essere implicito.
    例) 食べた
    例) 学生(だ)
  2. Delle frasi complete (proposizioni subordinate) possono essere usate per modificare dei nomi, dando luogo a frasi con proposizioni subordinate annidate. (a parte un'eccezione, vedi sopra)
    例) お弁当食べた学生公園行った
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